Alfredo Zelli nasce nel 1957 a Roma.
Nel 1986 viene notato da Ugo Ferranti che lo fa esordire a 28 anni nella sua galleria, protagonista allora della promozione dei linguaggi di ricerca e d’avanguardia nella capitale, con la quale l’artista espone da quel momento frequentemente (24 occasioni in tutto) in personali, collettive e fiere d’arte contemporanea (Bologna, Basilea, Colonia, Parigi). In questi anni espone spesso con Claudio Givani e Andrea Fogli. Sempre nel 1986 allestisce una personale da Yvon Lambert a Parigi, seguita da quelle del 1987 e del 1988 da Albert Baronian a Bruxelles.
Nel 1988 prende parte a Milano a “Geometrie dionisiache”, a cura di Lea Vergine, e viene invitato a esporre a Rimini all’interno della mostra “Ordine e disordine” curata da Renato Barilli che nel 1990 lo coinvolge nel progetto “La otra escultura” (Madrid, Barcellona, Darmstadt).
Insieme a Givani, Maurizio Pierfranceschi e Vincenzo Scolamiero, con i quali espone spesso da quel momento, nel 1995 allestisce la mostra “Quattro passi” nello studio di via Benaco a Roma. Nello stesso anno crea un’installazione con varie opere realizzate appositamente per la personale, a cura di Augusto Pieroni, al Museo laboratorio d’arte contemporanea della Sapienza.
Nel 2008 espone a “Sottosopra”, alla Rampa Prenestina di Roma, e ad “Antico e novissimo”, in palazzo Mochi Zamperoli a Cagli.
Tra le mostre degli ultimi anni, la partecipazione nel 2014 al premio Michetti a Francavilla al Mare e al premio Vasto e, nel 2019, al progetto “Atelier” al Macro di Roma. Del 2022 e 2023 sono, a Roma, le personali a Blocco 13 e allo Hyunnart Studio e, sempre del 2023, è l’invito di Gabriele Simongini a esporre nella mostra “Ipotesi Metaverso” a Palazzo Cipolla.